Dessert

Bonèt, budino tradizionale con cacao, caffé, amaretti, caramello e rum € 6,00
Cuore caldo di gianduia con salsa ai frutti di bosco € 8,00
Torronata con cioccolato caldo fondente € 7,00
Pesche ripiene € 6,00
Panna cotta con salsa ai frutti di bosco €6,00
Semifreddo al limone e meringa €6,00
Tarte Tatin - torta di mele rovesciata con gelato alla cannella € 6,00
Tiramisù al caffè, il re dei dolci € 7,00
Gelati  (crema, cioccolato, pistacchio, cannella) € 5,00
Sorbetti (limone, mela verde) € 5,00

 

L'Osto

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L'Osto della Vecchia Torino

La quiete elegante e riservata di un locale come una volta, dove assaporare una cucina raffinata di stampo piemontese. La carta, però, custodisce piacevoli sorprese, aprendosi a gustose ispirazioni gastronomiche mediterranee e pugliesi

Ci troviamo in via Tasso – ovvero in piazzetta IV Marzo, oggi polo importante della movida cittadina – per far visita a un ristorante che da diciassette anni accoglie le escursioni gourmande dei torinesi.
Un locale antico – già durante la Grande Guerra vi si mesceva il vino e si serviva pasta e fagioli – in cui rivive la storia della città, tanto nelle stampe e fotografie in bianco e nero alle pareti, quanto nello spirito riservato ma mai formale dell'accoglienza. Nelle sue salette in stile – quelle al piano di sotto sono valorizzate da belle volte a botte di mattoni a vista – è palpabile un'eleganza sobria, squisitamente torinese.

Anche la cucina è un inno al Piemonte, per quanto punteggiata di felici suggestioni mediterranee, dovute alle origini pugliesi dello chef Angelo Losito.
Il patron, che racconta volentieri il suo approdo alla ristorazione – la passione per la buona tavola, l'incoraggiamento degli amici e il dono di una divisa da chef, chiaro presagio... – all'Osto del Borgh Vej ha lanciato una proposta raffinata, fondata su un leitmotiv preciso: la scelta di cotture leggere che valorizzino le materie prime, la predilezione per l'olio extravergine d'oliva (quello dei suoi uliveti ad Acquaviva delle Fonti, nel barese) e il rifiuto categorico della panna, che copre i sapori e appesantisce i piatti.

Così nascono le sue ricette, tradizionali e di stagione: «Bagna caoda e flan di cardi – racconta Angelo – ravioli con cipolle e salsa all'aceto balsamico, gnocchetti al Castelmagno e risotto al Barolo (preparato con ben mezza bottiglia). E poi cosciotto d'anatra, guanciale cotto a bassa temperatura e i piatti col tartufo, come l'uovo in camicia su letto di patata».

E mentre in carta non mancano mai i grandi cavalli di battaglia (il mitico vitello tonnato vecchio Piemonte, senza maionese, e gli agnolottini del plin fatti a mano), tra le specialità pugliesi scopriamo con entusiasmo la tipica purè di favette, i ceci, il polpo con carciofi croccanti e le caramelle di merluzzo.

Tutta la pasta è preparata in casa, così come i dessert: dalla tarte tatin allo sformato al gianduia, dal parfait alle castagne al dolce Torino, omaggio irresistibile alla città a base dei suoi sapori storici (gianduia, vermouth e savoiardi).

Da provare, inoltre, la degustazione fissa o il piccolo menù, in abbinamento a un ottimo vino piemontese, nazionale o francese.


L'OSTO DEL BORGH VEJ
Via Torquato Tasso, 7
Tel. 011.4364843
www.losto.it

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